Palinuro è uno di quei luoghi mitici e mitologici che sono, bene o male, fissati nella memoria di molte persone, anche se mai vi si sono recate. Certo, questo dipende dal fatto che Palinuro è stata una località ammirata e cantata dai poeti: come dimenticare Virgilio, che battezza il promontorio cilentano con il nome del fido timoniere di Enea, caduto in mare durante una terribile tempesta? Il povero marinaio greco, riuscito a scampare alla furia delle onde, nulla poté contro gli abitanti di questi posti selvaggi, che lo uccisero nel momento stesso in cui toccò la riva.
Per fortuna, oggi le genti di Palinuro poco hanno a che vedere con gli antichi guerrieri dell’Eneide: ospitali e calorosi si fanno in quattro per accogliere degnamente i numerosi turisti che affollano la zona.
D’altra parte, grande è la bellezza di questi posti, ed ovvio il gran numero di ospiti che desiderano goderne, ma lo spazio c’è per tutti, sia per chi preferisce tranquille vacanze al mare sia per chi ama le escursioni naturalistiche. Per quest’ultimi, perfetta una visita alle grotte che si aprono dal promontorio di Palinuro fin verso Marina di Camerata. Imperdibili la Grotta Azzurra, la Grotta Visco, la Grotta dei Monaci, la Grotta delle Ossa, le cui pareti sono caratterizzate da incrostazioni di resti di uomini e animali preistorici. Accessibile solo dal mare è, invece, la Grotta delle Ciavole, particolarmente suggestiva. Oltre alle insenature costiere, pittoresco è l’Arco naturale, ampia formazione rocciosa che si tuffa nel blu del mare e regala una piccola baia molto riservata nella zona retrostante.
Franato in parte nel 2007, sono state messe in campo diverse azioni per salvaguardare in modo opportuno questa particolare struttura rocciosa.
Nel borgo, infine, sono da visitare il Palazzo Rinaldi, nel quale soggiornò anche il cognato di Napoleone, Gioacchino Murat e l’Antiquarium in cui sono stati portati alla luce i resti di una necropoli risalente al VI secolo avanti Cristo.