Centinaia di migliaia di anni fa si assisté ad uno spettacolo naturale senza uguali, il crollo dell’intera bocca del vulcano che sorgeva nella zona degli attuali colli Albani: la maggior parte delle nuove piccole bocche, che si originarono da questo evento terrificante, diventarono bacini lacustri, poi prosciugati. Ma questa zona è molto famosa perché è stato il territorio nel quale si sono sviluppati, molti secoli dopo, i paesini che hanno dato vita ai Castelli Romani, quell’insieme particolare di cittadine che si trova alle immediate porte della capitale.
I Castelli Romani devono la maggior parte del proprio sviluppo alla fase storica della cosiddetta “Cattività Avignonese”, quando gli abitanti di Roma abbandonarono la capitale in decadenza e si trasferirono nei più ricchi feudi dei Colonna, dei Salvelli, degli Annibaldi.
In realtà, si considerano tradizionalmente facenti parte dei Castelli Romani, quattordici comuni, anche se non esiste un accordo univoco da questo punto di vista: diversi studiosi aggiungono ulteriori località alla lista, sebbene siano da considerarsi più periferiche.
Il nome “Castelli” si deve alle fortificazioni che furono costruite sulle colline della zona, ma oggi non ne sopravvive più nessuna, a parte le mura che circondano l’Abbazia di San Nilo: sono visibili solo i resti delle fortezze di un tempo, mentre gran parte delle dimore baronali sono divenute palazzi nobiliari riadattati secondo i diversi stili del momento.
Restano da vedere, comunque, molte fontane monumentali, edifici religiosi e civili, torrioni e piazze, che testimoniano la ricchezza e la bellezza dei luoghi, oltre ad essere un affascinante itinerario alternativo a quelli classici della capitale.
I Castelli Romani sono, infine, molto noti anche per la bontà della cucina tipica, ricca e genuina, e per il vino locale, ottenuto da vigneti coltivati su terreni vulcanici, fertili e generosi. Nella provincia di Roma, questi territori sono anche famosi per la produzione d’olio d’oliva e di salumi, tra i quali la porchetta che merita un posto d’onore speciale nelle ricette laziali.